
TRACCE DELLA RESISTENZA
Il 25 aprile nei cimiteri genovesi
Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro
L. Sepúlveda
La memoria della Resistenza non vive soltanto nei libri di storia o nelle celebrazioni ufficiali: essa abita i luoghi, attraversa le città, si deposita nelle pietre e nei nomi incisi su targhe e lapidi.
Il Cimitero Monumentale di Staglieno e gli altri cimiteri cittadini rappresentano veri e propri archivi civili della memoria, spazi nei quali la storia della lotta contro il nazifascismo continua a parlare alle generazioni presenti.
Visitare questi luoghi significa entrare in contatto diretto con le biografie di uomini e donne che hanno contribuito alla Liberazione del Paese, spesso pagando con la vita la propria scelta di libertà. Le tombe dei partigiani, dei deportati, dei civili caduti durante i bombardamenti e delle vittime delle rappresaglie raccontano una storia collettiva fatta di sacrificio, coraggio e responsabilità.
Il Cimitero Monumentale di Staglieno, in particolare, rappresenta uno dei luoghi più significativi della memoria antifascista genovese. Qui riposano figure centrali della Resistenza locale e nazionale, ma anche persone comuni che, attraverso gesti piccoli e quotidiani contribuirono alla costruzione di una rete diffusa di solidarietà e resistenza.
Nel Pantheon, il Famedio della città, che raccoglie le spoglie dei genovesi illustri, riposa il partigiano Aldo Gastaldi, una delle figure più fulgide della lotta di Liberazione. Uomo di grande personalità, stabilì per gli appartenenti alla sua Divisione severe regole, il "Codice Cichero" che nonostante le difficili condizioni al limite della sopravvivenza tutti si impegnarono a rispettare. Fervente cattolico e fortemente apolitico si oppose contro la politicizzazione delle formazioni partigiane: “Noi non abbiamo un partito, noi non lottiamo per avere un domani un "careghìn", vogliamo bene alle nostre case, vogliamo bene al nostro suolo e non vogliamo che questo sia calpestato dallo straniero, dobbiamo agire nella massima giustizia e liberi da prevenzioni”. Morì il 21 maggio 1945 in un incidente stradale sul lago di Garda mentre riaccompagnava a casa compagni di lotta. Per la prontezza della sua adesione all'antifascismo e, fin dall'indomani dell'8 settembre, alla resistenza attiva antitedesca, Bisagno fu definito da Paolo Emilio Taviani come il "primo partigiano d'Italia". Prese il nome di battaglia dall'omonimo torrente, il Bisagno, che attraversa la città di Genova. Il suo corpo fu traslato al Pantheon nel 2005 dal campo di Trento e Trieste. Nel 2019 fu avviata dalla Diocesi di Genova la causa di beatificazione.
Ma il Cimitero Monumentale di Staglieno conserva altre sepolture, lapidi e monumenti dedicati al secondo conflitto mondiale.
L’unico sacrario partigiano costruito direttamente dal Comune di Genova, nel 1947, su disposizione dell'allora sindaco Gelasio Adamoli, anch'egli appartenente alla Resistenza, si trova nel campo 13 all’interno del Porticato Semicircolare. Il “Campo dei caduti per la libertà” raccoglie le spoglie di 272 uomini e donne che sacrificarono la loro vita per un’Italia libera e democratica. All’ombra degli alti alberi che dividono lo spazio con le tombe dalle lapidi tutte uguali, semplici e scarne, riposano uomini e donne, ragazzi e ragazze, alcuni genovesi e altri venuti da lontano, tutti uniti da un'ideale di libertà e uguaglianza da trasmettere alle future generazioni.
C’è poi il “Monumento alle vittime civili”, voluto dall’amministrazione comunale, composto da due parallelepipedi in marmo sormontati da una grande croce. Una piccola scultura raffigura l’Italia trapassata da un dardo. È dedicato agli inermi cittadini rimasti vittime nel secondo conflitto mondiale.
Inoltre nel 1970 la città di Genova “a ricordo di chi nei campi nazisti morì per insegnarci a vivere” volle rendere omaggio alle vittime della Shoah con il "Monumento ai Caduti nei lager nazisti", lastra bronzea dal carattere cupo ed espressionista del pittore e scultore genovese Nicola Neonato (Borzonasca 1912- Genova 2006). Il contiguo “Monumento agli internati militari caduti nei lager nazisti" ricorda con la medesima crudezza l’orrore e la violenza cui furono sottoposti i deportati.
Allo stesso modo il Portale del Cimitero ebraico reca i nomi degli ebrei genovesi che non hanno mai fatto ritorno dai campi di sterminio nazisti.
Ma Genova non è solo Staglieno e ogni quartiere vide la costruzione di monumenti e sacrari realizzati dalle associazioni partigiane, anche all’interno degli altri 34 cimiteri cittadini.
Tra di essi uno dei più rappresentativi è quello dei Pini Storti, il Cimitero di Sestri Ponente: subito alla fine della guerra il CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) di Sestri si rivolge allo scultore Luigi Venzano per commemorare i partigiani. Il Sacrario dei caduti sestresi fu inaugurato il 12 Marzo 1950 e lì vennero inumate oltre 100 salme, tra cui il più giovane era Lorenzo Reposo, caduto durante la resistenza a soli tredici anni. La struttura architettonica si ispira alle sepolture a Tholos dei micenei. Il progetto originale avrebbe dovuto essere completato con una statua della pietà sull’altare interno e due statue di partigiani a guardia del sacrario, ma alla fine non vennero realizzate. Per finanziare il sacrario la popolazione sestrese organizzò una colletta e partecipò attivamente allo scavo necessario per la realizzazione dell'opera.
Così anche al Cimitero di Leira a Voltri, al Cimitero della Biacca a Bolzaneto, al Cimitero di Cesino in Valpolcevera, al Cimitero di San Siro di Struppa in Valbisagno e tanti altri…
I cimiteri delle delegazioni genovesi conservano tracce preziose della storia della Resistenza. Questi spazi più raccolti e meno conosciuti, la memoria assume una dimensione ancora più vicina alla comunità locale: nomi familiari, storie di vicinato, percorsi interrotti troppo presto ma rimasti vivi nella coscienza collettiva. Si tratta di luoghi nei quali la storia nazionale incontra quella delle famiglie e dei territori.
Custodire e valorizzare queste tracce significa difendere un patrimonio non soltanto storico, ma anche etico. La memoria della Resistenza non è infatti un esercizio commemorativo fine a sé stesso: essa rappresenta un fondamento della cittadinanza democratica. Ricordare chi ha lottato per la libertà significa interrogarsi sul significato attuale di parole come responsabilità, partecipazione e giustizia.
La memoria non è soltanto conservazione del passato: è impegno verso il futuro.
CAMPO DEI CADUTI PER LA LIBERTA’
CAMPO 13, Porticato Semicircolare

Il campo dei caduti per la libertà, posto nel campo 13 all’interno del Porticato Semicircolare del Cimitero Monumentale di Staglieno fu realizzato nel 1947 e raccoglie le spoglie di 272 uomini e donne che sacrificarono la loro vita per la libertà. Fu costruito direttamente dal Comune di Genova, su disposizione dell'allora sindaco Gelasio Adamoli, anch'egli appartenente alla Resistenza.
ALDO GASTALDI - BISAGNO Primo partigiano d'IItalia
Pantheon

Aldo Gastaldi fu un esponente del movimento della Resistenza italiana operante a Genova e una delle figure più fulgide della lotta di liberazione. Per la prontezza della sua adesione al'antifascismo e, fin dall'indomani dell'8 settembre, alla resistenza attiva antitedesca, Bisagno fu definito da Paolo Emilio Taviani come il "primo partigiano d'Italia". Prese il nome di battaglia dall'omonimo torrente, il Bisagno, che attraversa la città di Genova.
Dal 2005 le sue spoglie mortali riposano tra i genovesi illustri nel Pantheon del Cimitero Monumentale di Staglieno.
MONUMENTO ALLE VITTIME CIVILI
Piazzale Trento e Trieste

Il monumento, voluto dall’amministrazione comunale, è composto da due parallelepipedi in marmo sormontati da una grande croce. Una piccola scultura raffigura l’Italia trapassata da un dardo. È dedicato agli inermi cittadini rimasti vittime nel secondo conflitto mondiale.
MONUMENTI AI CADUTI NEI LAGER NAZISTI
Piazzale Trento e Trieste

Nel 1970 la città di Genova volle rendere omaggio alle vittime della Shoah con il "Monumento ai Caduti nei lager nazisti", lastra bronzea dal carattere cupo ed espressionista del pittore e scultore genovese Nicola Neonato (Borzonasca 1912- Genova
2006). Il contiguo “Monumento agli internati militari caduti nei lager nazisti" ricorda con la medesima crudezza l’orrore e la violenza cui furono sottoposti i deportati.
“Genova a ricordo di chi nei campi nazisti morì per insegnarci a vivere”
Altri cimiteri
Dopo la Liberazione anche Genova vede la costruzione di monumenti e sacrari all’interno dei 35 Cimiteri cittadini, realizzati dalle associazioni partigiane. Di seguito alcuni dei più rappresentativi.
CIMITERO DEI PINI STORTI – SESTRI PONENTE
Sacrario partigiano di Luigi Venzano

Subito alla fine della guerra il CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) di Sestri si rivolge allo scultore Luigi Venzano per commemorare i suoi Caduti.
Il Sacrario dei caduti sestresi fu inaugurato il 12 Marzo 1950e lì vennero inumate oltre 100 salme, tra cui il più giovane era Lorenzo Reposo, caduto durante la resistenza a soli tredici anni.
La struttura architettonica si ispira alle sepolture a tholos dei micenei.
Il progetto originale avrebbe dovuto essere completato con una statua della pietà sull’altare interno e due statue di partigiani a guardia del sacrario, ma alla fine non vennero realizzate.
Per finanziare il sacrario la popolazione sestrese organizzò una colletta e partecipò attivamente allo scavo necessario per la realizzazione dell'opera.
CIMITERO DI LEIRA - VOLTRI
Sacrario dei Partigiani

Il sacrario è costituito da tre parallelepipedi in pietra e travertino e da una moderna scultura astratta. Particolarmente d’effetto le foto che ritraggono i Caduti.
CIMITERO DELLA BIACCA – BOLZANETO, VALPOLCEVERA
Sacrario agli Eroi caduti per la Liberazione

Il sacrario celebra i Partigiani caduti per la Liberazione. In posizione centrale è situato un cippo in pietra. Ai piedi di una piccola scultura sopra di esso si trova una lastra con iscrizioni dedicatorie. All’interno sulle pareti laterali sono presenti altre due lastre in
marmo, mentre tutta la parete è occupata da numerose lastre tombali di numerosi partigiani.
CIMITERO CESINO - VALPOLCEVERA
Cappella dei Partigiani

La cappella, dedicata “Ai martiri della pace” è a pianta rettangolare. Nelle pareti le Tombe di 31 partigiani con, oltre alla data di nascita e morte, il nome di battaglia e la Brigata di appartenenza. Sul lato di fronte all’ingresso si trova l’altare sopraelevato di un gradino, per
simboleggiare la diversità tra la realtà terrena della morte dalla realtà divina immortale.
Sopra l’altare una vetrata colorata, un crocifisso grande al centro e due più piccoli alle estremità.
CIMITERO SAN SIRO DI STRUPPA - VALBISAGNO
Sacrario partigiano

Il sacrario all’interno del Cimitero di Struppa è dedicato dall’ANPI, dalla sezione di Struppa del C.L.N. e dalla Brigata Severino "ai figli migliori che nelle sue battaglie partigiane dal 1943 al 1945 seppero dare alla patria nuove pagine di gloria". La scritta dedicatoria è posizionata in alto, a sinistra è visibile una corona di alloro in bronzo. In basso le tombe di alcuni Caduti della Sezione.
In città
Tante sono le lapidi e i monumenti che ricordano partigiani caduti ed eccidi nei diversi quartieri genovesi o episodi importanti della Resistenza.
Citiamo qui il luogo simbolo della lotta partigiana a Genova, città Medaglia d’oro al valor militare, unico caso europeo in cui un intero dispositivo militare tedesco si arrende alle forze della Resistenza senza alcun intervento bellico da parte degli Alleati, sopraggiunti successivamente.
PONTE MONUMENTALE
Via XX Settembre

Il Ponte Monumentale è una meraviglia architettonica realizzata dall'ingegnere Cesare Gamba e dagli architetti Ronco e Haupt nel 1890 e rappresenta un importante simbolo storico della città. Attraversa longitudinalmente via XX Settembre, arteria centrale e commerciale di Genova e si erge imponente con i suoi 21 metri di altezza.
Nel 1949, nelle nicchie dei due archi laterali vennero riportati i nomi dei caduti della libertà durante la Resistenza, su un'altra lapide venne inciso l'atto di resa delle truppe tedesche del generale Günther Meinhold al CLN ligure, firmato il 25 aprile 1945 a Villa Migone e sulla terza la concessione della Medaglia d'oro al valor militare alla città di Genova, conferita nel 1947.
VILLA MIGONE
Quartiere di San Fruttuoso

Alle 19.30 del 25 aprile 1945 il generale tedesco Gunther Meinhold, comandante in capo delle truppe tedesche di stanza in Liguria, firmò la resa al Corpo Volontari della Libertà alle dipendenze del Comando Militare per la Liguria in una sala di Villa Migone a Genova.
Questa villa, il cui edificio originario risale al XIII secolo e la cui fisionomia attuale è frutto di successivi interventi fino a quelli ottocenteschi voluti dalla famiglia Migone, divenutane proprietaria, ospitava il Cardinale Boetto, motivo per il quale fu scelta come sede per negoziare la resa tedesca.
Genova fu la prima città in Europa a liberarsi da sola, prima dell’arrivo degli alleati il 27 aprile.

Fonti:
Comune di Genova www.comune.genova.it
Museo Gipsoteca Studio Venzano https://www.luigivenzano.it/
https://www.pietredellamemoria.it/
Villa Migone https://www.villamigonegenova.it/
Musei di Genova https://www.museidigenova.it/it
Pagine collegate:
• Galleria fotografica: https://staglieno.comune.genova.it/it/content/80-anni-dalla-liberazione

